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Per i professionisti

Per terapeuti e psicologi

Un ambiente sicuro per esercitarsi nella comunicazione tra una seduta e l’altra

Duovio è un’applicazione di esercitazione che consente agli utenti di allenarsi ad affrontare conversazioni difficili con personaggi virtuali. Non sostituisce la psicoterapia, la consulenza psicologica né la diagnosi professionale. Il suo obiettivo è offrire un ambiente pratico in cui sia possibile sperimentare ripetutamente nuove strategie comunicative e acquisire maggiore consapevolezza delle proprie reazioni abituali sotto pressione.

L’utente sceglie un contesto relazionale, ad esempio un partner, un genitore, un fratello o una sorella, un collega o una figura autorevole, e si esercita quindi in una situazione concreta. Può allenarsi a porre un limite, accettare un rifiuto, ascoltare senza mettersi sulla difensiva, gestire una critica, interrompere un’escalation, chiarire un malinteso oppure chiedere scusa e rimediare.

Che cosa osserva l’applicazione

L’applicazione non valuta la personalità di una persona sulla base di una singola frase. Osserva manifestazioni comunicative concrete all’interno di una determinata situazione.

Può riconoscere, ad esempio:

  • spiegazioni e giustificazioni eccessive,
  • l’arretramento rispetto ai propri limiti,
  • il bisogno di ottenere un consenso immediato,
  • il contrattacco, l’ironia o il moralismo,
  • il blocco o la fuga dalla conversazione,
  • l’assunzione di responsabilità per le emozioni dell’altra persona,
  • reazioni manipolative, controllanti o svalutanti,
  • la capacità di rimanere in tema,
  • un comportamento assertivo sano e proporzionato.

A partire dagli esercizi ripetuti, l’applicazione può elaborare un profilo di lavoro delle aree che risultano difficili per l’utente. I risultati sono considerati ipotesi di lavoro emerse dall’esercitazione, non una diagnosi né una valutazione definitiva della personalità.

Come l’applicazione può integrare il lavoro terapeutico

L’applicazione può essere utilizzata come strumento di supporto tra una seduta e l’altra. Il cliente può esercitare ripetutamente, in un ambiente sicuro, una specifica abilità comunicativa affrontata con il terapeuta e portare poi in terapia la propria esperienza dell’esercitazione.

Può trattarsi, ad esempio, di:

  • prepararsi a una conversazione difficile,
  • esercitarsi a formulare un limite breve e chiaro,
  • riconoscere il momento in cui il cliente si mette sulla difensiva,
  • lavorare sul senso di colpa quando si rifiuta una richiesta,
  • accettare un limite o il disaccordo dell’altra persona,
  • trasformare un rimprovero in una richiesta concreta,
  • rallentare la comunicazione durante un sovraccarico emotivo,
  • esercitarsi a chiedere scusa senza sminuirsi né aggiungere giustificazioni difensive.

L’applicazione può offrire al cliente la possibilità di ripetere un esercizio in una misura che non sempre è possibile realizzare pienamente durante una seduta terapeutica. Non sostituisce tuttavia la relazione con il terapeuta, l’interpretazione professionale né il lavoro individuale sulle cause più profonde del comportamento.

Come l’applicazione gestisce il feedback

Il feedback riguarda una risposta concreta e il possibile effetto che può avere in una determinata conversazione. L’applicazione non trae da una singola reazione conclusioni sulla personalità di una persona e non usa etichette come «Lei è una persona manipolativa».

Individua invece fenomeni comunicativi concreti, ne segnala il possibile impatto e valorizza le abilità messe in pratica nella risposta. Può indicare, ad esempio:

«In questa risposta è emersa una pressione indiretta basata sul senso di colpa.»

«Il limite che ha posto è chiaro, ma le lunghe giustificazioni ne indeboliscono l’efficacia.»

«La risposta mette in discussione il vissuto dell’altra persona. Provi a esprimere il suo punto di vista senza negare l’esperienza altrui.»

«Ha saputo riconoscere l’emozione dell’altra persona, rimanendo al tempo stesso fedele alla sua decisione.»

L’obiettivo non è stabilire che tipo di persona «sia», ma aiutarla a riconoscere che cosa ha fatto in una determinata situazione, quale effetto potrebbe aver avuto e quale risposta alternativa potrebbe provare la volta successiva.

Limiti diagnostici ed etici

Duovio non è uno strumento diagnostico. L’applicazione non diagnostica disturbi della personalità, non valuta la salute mentale dell’utente e non formula conclusioni cliniche sulle persone descritte dall’utente.

I concetti ispirati alla psicologia, come la messa in discussione della realtà, la pressione emotiva, la svalutazione o il comportamento controllante, servono esclusivamente a classificare internamente le manifestazioni comunicative. Sono utilizzati come descrizioni operative del comportamento, non come definizioni dell’identità o diagnosi di una persona.

L’applicazione non è inoltre destinata alla gestione di situazioni di crisi, violenza domestica, pericolo imminente o gravi difficoltà psicologiche. In questi casi è sempre importante ricorrere all’assistenza di un professionista e, se necessario, ai servizi di emergenza o di supporto in caso di crisi.

Collaborazione con i professionisti

Vogliamo sviluppare l’applicazione attraverso il dialogo con psicologi, psicoterapeuti e altri professionisti della comunicazione interpersonale.

Siamo interessati soprattutto a suggerimenti relativi a:

  • la formulazione di feedback sicuri e non giudicanti,
  • lo svolgimento realistico degli scenari di esercitazione,
  • la distinzione tra un limite sano, la difesa, la fuga e il contrattacco,
  • la gestione delle manifestazioni manipolative e controllanti dell’utente,
  • la definizione dei limiti della valutazione automatizzata,
  • l’utilizzo dell’applicazione come supporto tra una seduta terapeutica e l’altra.

Se desiderate fornire un parere professionale sull’applicazione, partecipare ai test o proporre un nuovo ambito di esercitazione, saremo lieti di ricevere un vostro messaggio all’indirizzo support@duovio.eu.